ABBIAMO FATTO DUE CHIACCHIERE CON IL DT BIANCOROSSO MARCO MOSI CHE FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE E TUONA

In foto: Marco Mosi, direttore tecnico Etrusca Basket San Miniato
𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨, 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐄𝐓𝐑𝐔𝐒𝐂𝐀 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐨?
“Farei un passo indietro perché lo ritengo fondamentale. È ripartito su delle basi molto solide gettate la scorsa stagione: progettualità, staff e ragazzi al centro di tutto.
Abbiamo dato seguito al progetto di sviluppo, cercando di inserire delle novità che portino un ulteriore step di crescita ma rimanendo saldo il principio che saremo vincenti quando ogni giorno miglioreremo noi stessi e non il singolo risultato di una partita. Con questo approccio sono arrivati anche risultati sportivi rilevanti e tali, continueranno ad arrivare.
Alcuni membri dello staff hanno salutato il mondo Etrusca e li ringraziamo perché hanno lasciato un’impronta preziosa al movimento. Assoluto protagonista il minibasket, cuore pulsante di tutto il movimento.
Abbiamo allargato il team che si prende cura della crescita fisico-atletica dei ragazzi e dei mini-cestisti: lo Staff Tecnico, infatti, è stato impreziosito di nuove figure, di nuove competenze e da conferme importanti.
Abbiamo incrementato la possibilità di confronto ad alto livello, infatti per la prima volta San Miniato partecipa al Campionato u19 Eccellenza scontrandosi fin da subito con società storiche del panorama italiano. Stessa continuità per il gruppo u17 Eccellenza.
Le fasce u15 / Esordienti proseguono il percorso di crescita dove la priorità assoluta è coltivare entusiasmo e passione, assimilando più nozioni, migliorando sé stessi in ogni frangente.
L’attenzione sul territorio e non solo, per migliorare la qualità e il confronto quotidiano.
Tre squadre Senior per dare ad ognuno la possibilità di esprimersi al momento più opportuno al massimo livello.”
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞?
“Diventa meno complesso quando si scelgono le persone giuste che curano la quotidianità dell’attività.
Sicuramente spesso molti guardano all’immediato, ma la nostra scelta è quella di impostare tutto il percorso per il futuro, privilegiando la crescita e non la speculazione.
Oggi credo che la bilancia penda notevolmente nella nostra direzione, l’aspetto più eclatante e non usuale nel panorama italiano, la nostra B oggi riserva un ruolo da protagonista ad un 2008 ed un 2007 che hanno fatto tutto il percorso da noi, senza “regali”, ma solo frutto di tanto sacrificio e passione.
Faccio un focus su sacrifico, passione e percorsi. Mi preme sottolinearlo. Non ci piace quando la valorizzazione di un progetto del genere viene toccata dall’imprevedibilità di fattori che invece dovrebbero concorrere alla crescita generale.
Prendo ad esempio la nostra Serie B, dove dall’anno scorso l’età media sta intorno ai 20 anni. Abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo anche risultati rilevanti, sia in termini di crescita che sportivi.
Accettiamo di “pagare” ingenuità dovute alla giovane età, fa parte anche questo della crescita e aiutiamo i nostri ragazzi a dar valore alle cose che facciamo meno bene, perché danno uno stimolo impressionate durante la settimana. E ci piace che il motore della motivazione sia migliorarsi.
Piace un po’ meno che succeda ancora, troppo spesso, che l’esser giovani “tuteli” gli altri… Anche perché le tutele non servono in nessuna direzione, anzi rallentano la crescita. Ecco perché mi aspetto qualcosa di più e di migliore da chi fa da “salvaguardia” dell’evento sportivo.”